sabato 24 ottobre 2009

siamo i R.E.M., e questo è quello che facciamo quando non ci vedete


Trent'anni di carriera, mai un live pubblicato poi due negli ultimi due anni, e pure molto abbondanti.
Trent'anni sono mica pochi. In tempo per un confronto generazionale di quelli che finiscono per sancire che non si piò fare meglio di chi ci ha preceduti, e che siamo solo nani sulle spalle di giganti.



Però ascoltando le 39 (!) canzoni che i R.E.M. infilano nel loro Live At The Olympia, pubblicato questa settimana, viene da constatare che un tiro del genere dal vivo ce l'hanno pochi, per non dire quasi nessuno, giovane o vecchio che sia. Gli U2, bolliti da tempo immemore, no. E ho visto entrambe le band dal vivo negli ultimi due anni. Il confronto è impietoso sotto molti aspetti, compositivo, lirico, a livello di coerenza/onestà.

Chi altro al mondo poi pubblicherebbe questa cosa, che non è uno show, ma una session di prove aperte?
Ci sono dentro gli errori, le risate, gli scherzi col pubblico, e canzoni che non sono mai finite da nessuna parte dopo quelle sere. senza contare che molti dei brani in scaletta sono roba vecchia e raramente sentita dal vivo e altri brani erano allora ancora inediti.
Li vedete gli U2 a fare roba del genere? No. E nessun altro, sinceramente.
Se li confrontiamo con le nuove band, quelle che fanno tanto hype, nessuna di queste in questo decennio ha scritto una canzone che a livello compositivo si avvicini a queste.
Mica a Losing My Religion.
Ma provate voi a riscrivere una cosa tipo Harborcoat.

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