domenica 6 dicembre 2009
playlist 2009
In nessun ordine particolare, qualche notevole canzoncina di questo 2009 che se ne va...:
sabato 5 dicembre 2009
gli album del 2009: 10 - 1
.. e la top ten:
09. Animal Collective - Merriweather Post Pavilion
08. The Horrors - Primary Colours
07. The Pains Of Being Pure At Heart - The Pains Of Being Pure At Heart
06. The Flaming Lips - Embryonic
05. The XX - XX
04. Blank Dogs - Under And Under
03. A Place To Bury Strangers - Exploding Head
02. Dinosaur Jr. - Farm
01. Fuck Buttons - Tarot Sport
Per quale sia la canzone dell'anno invece grande imbarazzo, probabilmente "My Girls" degli Animal Collective.
gli album del 2009: 20 - 11
Quest'anno un pò per gioco, un pò per ricapitolare, ne ho messi in fila 20.
Ecco i primi:
19. The Duckworth Lewis Method - The Duckworth Lewis Method
18. Wilco - Wilco
17. Yeah Yeah Yeahs - It's Blitz!
16. Jay Reatard - Watch Me Fall
15. Manic Street Preachers - Journal For Plague Lovers
14. Tortoise - Beacons Of Ancestorship
13. Camera Obscura - My Maudlin Career
12. Arctic Monkeys - Humbug
11. Floating Action - Floating Action
martedì 1 dicembre 2009
lunedì 23 novembre 2009
domenica 22 novembre 2009
no age at atp
Su Pitchfork.tv c'è una cosa mooolto indie (e nerd).
Sperutissimi in compangnia di Jim Jarmusch, Steve Albini e Bob Mould.
Tra buche puzzolenti e amene località di soggiorno estivo.
Vedere per credere.
Etichette:
all tomorrow's parties,
bob mould,
husker du,
jim jarmusch,
no age,
pitchfork,
steve albini
giovedì 19 novembre 2009
diritti e castighi
Lucia Castellano dirige dal 2002 il carcere di Bollate.
Visto da tutti (detenuti, direttori, poliziotti) come un'anomalia nel sistema penitenziario italiano, è l'unico in cui si tenta ogni giorno di applicare la legge 354/1975, ovvero quella sull'ordinamento penitenziario.
Delitti e Castighi (Il Saggiatore, Milano, 2009), scritto a quattro mani dalla Castellano e da Donatella Stasio, giornalista del Sole 24 Ore, è un viaggio inquietante nella realtà carceraria del nostro paese. Attraverso i racconti di chi in carcere c'è, o c'è stato o vi entra ed esce come se al posto delle sbarre ci fossero porte girevoli, dipinge un quadro drammatico di cui poco o nulla si sa fuori dai muri di cinta. Senza mezzi termini, falsi moralismi o pietismi di circostanza.
Il punto essenziale è che la prigione viene intesa come "controllo dei corpi" e non come dovrebbe essere (secondo la legge del 1975, secondo la legge Gozzini del 1986, secondo il regolamento penitenziario del 2000), cioè un "servizio a persone private della libertà e tuttavia integre nei diritti fondamentali: salute, affetti, lavoro, studio, religione, movimento (ancorché limitato), privacy, manifestazione del pensiero. Non un luogo dove si finisce ma da dove si può ricominciare".
Un libro che va letto, come si dice. Da chi, però?
Non dai politici, che potrebbero in ogni momento rendersi conto della situazione (e non vogliono, come si racconta del ministro Mastella).
Va letto da tutti per capire che un sistema carcerario in linea con la legge (non con la fantascienza) serve a tutti, non solo a chi è dentro, ma anche, anzi soprattutto, a chi è fuori e pensa di non averci nulla a che fare.
Etichette:
bollate,
carcere,
diritti e castighi,
donatella stasio,
il saggiatore,
lucia castellano,
milano,
prigione
Iscriviti a:
Post (Atom)
